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FLASHES E DEDICHE – IL CORPO DI CERNUDA- 28

Tornando al discorso della scorsa settimana  sui poeti della generazione del ’27 non posso non ricordare Luis Cernuda. Riprendo in parte un brano presente  ne “Le mucche non leggono Montale”. Alla metà degli anni cinquanta pubblica “Con las horas contadas” che contiene quel piccolo capolavoro che è “Poluis-cernuda-5emas para un cuerpo”. Cernuda si innamora di un giovane, si innamora in età adulta. E` un amore che non durerà a lungo, ma per il quale prende decisioni importanti; lascerà pure l`insegnamento universitario
in America. Si chiama Salvador, il salvatore, questo ragazzotto che gli accende il corazòn. Gli istanti dell’amore equivalgono all’eternità dirà Cernuda. I poemas para un cuerpo uniscono la materialità fisica con il nitore e lo splendore dell’immaterialità del pensiero. E` un libro rispettoso che non scade mai, importante ripeterlo, nel retorico patetico ed enfatico sospiro lamentoso dei poeti inutili. La lezione saliniana è presente, il linguaggio rasenta la perfezione stilistica pur basandosi sul tono colloquiale e quotidiano.

La mia terra?

La mia terra sei tu

La mia gente?

La mia gente sei tu

L’esilio e la mortecernuda1

Per me sono dove

Non ci sei

E la mia vita?

Dimmi, vita mia,

che cos’è se non tu?

 

luis

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