Io prima di te

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Si riprende e le maggiori attenzioni sono per la 73esima edizione della Mostra cinematografica di Venezia. In attesa di poter vedere i film in concorso, la stagione estiva ha visto, tra i titoli di richiamo, “Io prima di te” (“Me Before You”), tratto dall’omonimo romanzo di Joio Moyes, la quale ha pure scritto la sceneggiatura.

 

Diretto da Thea Sharrock, il racconto per immagini mescola, nel segno della commedia per giovanissimi, leggerezza e accenti drammatici, questi ultimi subito stemperati da battute e momenti divertenti, il realismo ed elementi favolistici e rosa. La storia del giovane miliardario che rimane paralizzato dopo un incidente, ovvero un principe dalle ali spezzate, per usare un’immagine abusata, prende una piega inattesa grazie all’irruzione della goffa Louisa Clark, che un po’ per lavoro un po’ per passione riporta alla vita l’ex cinico uomo d’affari.

I luoghi comuni abbondano, in questa miscela narrativa da commedia che vorrebbe far riflettere (ma non è “Quasi amici”) e racconto fiabesco per ragazzi, e le soluzioni prevedibili sono parecchie. Tuttavia, “Io prima di te” scorre comunque in modo gradevole e i protagonisti, da Emilia Clarke (brutto anatroccolo destinato a sbocciare) al belloccio Sam Clafin, funzionano.

Nel finale, con una virata realistica non convenzionale,  l’eutanasia attenua l’happy end e rende meno zuccherosa la storia d’amore. Nel complesso, si può vedere ma poi si dimentica in fretta.

Marco Olivieri

Dalla rubrica “Visioni” del settimanale Centonove Press (1 settembre 2016).

Immagini tratte dalla pagina Facebook italiana del film.

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