Le altre lingue: Polonia – Jarosław Mikołajewski

Sesto capitolo della rubrica “Le altre lingue” dedicata alla Polonia. Il poeta selezionato da Paulina Malicka e Lucia Pascale è Jarosław Mikołajewski. Buona lettura.


Jarosław Mikołajewski (6)

Nato a Varsavia nel 1960 (dove vive attualmente), Jarosław Mikołajewski è un insigne poeta, scrittore, italianista, traduttore, nonché autore di libri per bambini, saggista e pubblicista.
Dal 1983 al 1998 ha insegnato presso la Cattedra di Lingua e Letteratura Italiana dell’Università di Varsavia. Negli anni 2006-2012 è stato direttore dell’Istituto Polacco di Roma. A questo periodo risale, tra le altre cose, la stesura di “Rzymska Komedia” (“La Romana Commedia”, 2011) – cento saggi su Roma per i quali nel 2013 ha vinto il Premio speciale della giuria del Premio Flaiano. Dal 1998 collabora con “Gazeta Wyborcza”, il maggiore quotidiano polacco.
Alla produzione poetica, che conta fino ad oggi 11 raccolte, Mikołajewski ha sempre affiancato un’intensa attività di traduttore dall’italiano, traducendo – tra gli altri – Dante, Petrarca, Michelangelo, Leopardi, Montale, Luzi, Penna, Pavese, Pasolini e Camilleri. Per quanto concerne la letteratura italiana per bambini, ha tradotto “Pinocchio” di Carlo Collodi e alcune opere di Gianni Rodari.
Vincitore di prestigiosi premi letterari, Jarosław Mikołajewski è stato tradotto in molte lingue. In Italia, nel 2005 è stato pubblicato il suo thriller “Un tè per un cammello”; nel 2008 è apparsa l’antologia di poesie “Uccisioni per amore” – entrambe le opere nella traduzione di Silvano De Fanti.
Affascinato dalla “poetica dell’istante”, che non a caso ci ricorda poeti come Saba e Penna, Mikołajewski ci fa dono di una poesia intima, discreta, che predilige le tinte pastello. Le poesie che abbiamo scelto di tradurre sono tratte dalla sua ultima raccolta poetica – “Wyręka” (2014). In essa l’autore ritrova il passato in episodi familiari e gesti quotidiani. Delle vecchie lettere, l’ala di una farfalla possono avere un significato fondamentale per la comprensione del proprio destino e della propria esistenza. Alla profondità delle riflessioni corrisponde qui un linguaggio forte, naturale ed essenziale.


Jarosław Mikołajewski
“Wyręka” (2014)
Traduzione di Paulina Malicka e Lucia Pascale

córka

ma etruskie oczy
szyję pelikana

ze wszystkich spraw tego świata
zostanie poezja
dobroć

i piękno dotknięte chorobą

*

figlia

ha occhi etruschi
collo di pellicano

di tutte le faccende di questo mondo
resterà la poesia
la bontà

e la bellezza toccata dalla malattia


 

mama nie odbiera

za trzecim

czasem już za drugim
dzwonkiem

zapuszczam radar
i nieczyste są rafy dywanu

coś leży ale nie przypomina

za krótkie
za kanciaste

na kanapie nie porusza się
coś miękkiego

ale to też nie ten wymiar

coś jak przekrzywiony manekin
tkwi przed telewizorem

ale telewizor jest wyłączony więc nie miałaby po co

ręcznik w łazience
na śliskiej podłodze

ręcznik
albo szlafrok

bo chyba tak bardzo by się nie skurczyła

zdrowaś?

*

mamma non risponde

al terzo

a volte già al secondo
squillo

attivo il radar
e sporche sono le barriere coralline del divano

qualcosa giace ma non assomiglia

troppo corto
troppo scivoloso

sul divano non si muove
qualcosa di morbido

ma anche questo non ha la stessa misura

qualcosa come un manichino storto
incollato al televisore

ma il televisore è spento quindi non ne avrebbe motivo
l’asciugamano in bagno
sul pavimento scivoloso

l’asciugamano
o l’accappatoio

perché forse così tanto non si sarebbe ristretta

stai bene?


 

porwanie motyla

na trawie
skrzydło motyla

odchodzę od zmysłów
jak ten komu porwano córkę
pochylony nad dziecięcym szalikiem

co dzieje się z resztą

z ciałkiem i z drugim
skrzydłem

*

rapimento di farfalla

sull’erba
un’ala di farfalla

esco di senno
come il padre cui hanno rapito la figlia
chino sulla sciarpa di bimba

che succede al resto

al corpicino e all’altra
ala


In copertina: Jarosław Mikołajewski (Foto: Waldemar Gorlewski / Agencja Gazeta ©).

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