tavilla faraglioni

Elio Tavilla – Poesie da “La cometa” (Gallo&Calzati Editori, 2005)

Elio Tavilla, La cometa (testi scelti)

È la forza, un fuoco che scalda o incendia nel dissesto di un verbo che si schianta sul mondo. Il resto è uno spazio che si sciampia dall’attrito, si fa “campo visivo” o “campi di dominio” nella battaglia della lingua con un’ostruzione, originaria, e poi civile, fino a un silenzio che ci percuote da troppo tempo. La lingua di Tavilla è un’assenza profonda, come “il nulla accecante di certe/ giornate di sole in meridione” per cui ci aspettiamo il sussulto. Su una tessitura a volte scabra, altre traboccante, necessaria nella sua vitalità, si scardina ogni strettura. L’impalcatura classica, rigorosa, crea blocchi da cui scivolano sentenze, l’imbarazzo gnomico – alla fine delle composizioni qui presentate – riesce a stemperarsi nell’ironia di altre chiusure, costruendo un impianto minerale e viscerale insieme, un nucleo magmatico sempre sul punto di sgorgare. Adesso vorrei leggere questa serie da La cometa (e cos’è questo corpo in caduta, scia di un attimo, brillio nel nulla, se non la parola), immaginando il poeta a scrivere i suoi futuri, indispensabili versi, la sua voce folgorante che ci attira. Buona lettura.

Gianluca D’Andrea


la cometa

***

Tutto e subito

TUTTO E SUBITO, a nulla servono gli errori
appollaiati sul filo della roba stesa
contro il sole. Contro tutto e tutti
hai combattuto ed oggi esiti e smetti
di dolerti per il caro incontro con i detti
popolari,
—————–rischi nella vuota conoscenza
che avevi della vita, quindi cieca
è la quintessenza della tua declinazione

una volubile meteora sfuggiva
dal campo visivo dell’estate

 

*

 

IL MALE, PROPRIAMENTE, non esiste.
Si semplifica da sé, vistosamente apre
le ali sui fiori dell’infanzia ma dimentica
l’enormità inscalfibile dell’anima che stacca
il suo accordo la e la ritorna come fanno
le voci rievocate tra gole di montagna, un muro
di camelie indemoniate negli amori. Cupo
e disdicevole sarebbe se la scia che portentosa
lascia dissolvendosi, dei corpi mutilati
dalla guerra non si armasse e non dicesse
tutta l’esattezza dell’oro e della luce

 

*

 

CALDO ITALIANO DEL DUE GIUGNO, il mio
ricordo contro il tuo che ti tenevi stretto
su per il corrimano degli uffici dello stato
uno indivisibile e
———————————-repubblicano. Amavi
ed ami quel segno sigillato sulle carte
trasmesso come eterno indiscutibile elemento
dei popoli riuniti sotto
giuramento. Grufola
il cinghiale senza alcun timore
resta il barbagianni a sorvegliare un
cimelio d’autocarro nella polvere, tra i tassi

 

*

 

E INVECE NO, uno ha la fretta
di andare a vedere. Qualcuno si annulla
nell’accatto, una pena improvvisa
arranca sui cuori e vola come volano
i balestrucci sopra i fumi neri, questa
è la vita
—————-oppure il diversivo
degli obici sui terrazzi, lo avrebbe
schiantato d’emblée e niente scherzi
se alla sera rivoltavano i corpi
per scrutarne almeno i nomi. Non convince
dei gerani l’odore ripudiabile, uno
ha chiesto di finire processato
sotto i denti aguzzi
dei bagliori dell’estate

 

*

 

L’APPARENZA CHE LE REGOLE DETTAVA ai nostri
oggettivati campi di dominio, un corpo a corpo
delineato senza infingimento: io dovevo, tu
dovevi, un noi stremato dalle facoltà
di agire senza fiele e l’evidenza che appannava
la coscienza. Un tu per tu che sempre
avevi dominato mentre ora ai passi della sera
fai altri passi verso un cuore
di esperita conoscenza della notte

 

*

 

PER QUESTO GIRAVANO A LARGO, per
questo hanno visto assieparsi
figure, ad una ad una cadevano forme
impossibili di trasmutato fuoco
nel candore interiore che si accende
se si muore. Tutto era calmo e fissato
come si fissa l’entropia se portata
al grado termico di zero che a pensarlo
niente è più di un assoluto zero.
Non volevo dirlo ma continuano
a scambiarsi febbre con febbre
e noi con loro, potrebbe

 

*

 

QUESTO CHE NEL NULLA rivolgeva
la sua giaculatoria contro il cielo
l’oro fino dei discorsi belli, i tempi
andati come vanno dentro ai bar
le consumazioni verso il fine
loro stabilito
————————–una cosa che, per dire
si arricciava tutta e dipendeva
dalle ali in fiamme se volevi prendere
la decisione giusta oppure no.

I treni che scompaiono per niente
al mondo affiderebbero il potente
decisivo assunto della Firenze-Pisa
in un giorno di morente estate

 

*

 

NEL BUIO ACCADEVANO COSE che quasi
erano bagliore, il nulla accecante di certe
giornate di sole in meridione.
————————————————————————Nel buio così
come apparivi dispàri, amavi ed ami
così come solo nei lampi notturni puoi

il crepitare delle interiori fiamme
fa il resto: l’inferno fantasmatico
che temevi. Ai bivî del cuore non devi
dire no, sussurra la sassifraga e si sperde
nel desiderio erratico, perenne
di crescere no

 

*

 

TIRA VIA CARRETTO alla deriva stanno
i mostri dell’infanzia, un tuo Cariddi
di suprema ingenuità che aveva
le sembianze della pura verità
e si frangeva
sfaceva su scogliera e fonte
di ogni comprensibile portento.
Lo vedi come passa e scorre
e che rincorre il fortunale appresso
sai, su tutte si rischiarano le armi
destinate principalmente a inganni

 

 

*

 

VORRESTI AVER RAGIONE, la pretendi
tutta interamente, distaccata dall’origine profonda
delle motivazioni vere che hanno assunto
forma d’angeli e corone. È pertanto
che lassù si sfanno le chimere, una idea
che ti viene a visitare sul da farsi
e nella sera, tu che dici un quarto
di quello che vorresti avere detto
e pentirtene nel mentre

———————————————————–basta riconoscere
le ombre che si cibano di ombre che si
nutrono di ombre come un punto alimentato
da una folla di anime dolenti

 

*

 

L’AMERICA PASSA, il resto scantona
via dalle passeggiate a mare suburbane
una folata serrata di vento e via
a correre dietro a un berretto di barbiere
lo stalliere tiene dietro ai suoi cavalli e pure
tu che lo trafiggi con lo sguardo hai tempo
per immergerti nel mezzo dell’acqueo vapore
nel reparto più interiore del mercato

certo sai che a mezzo
di costanti ed innevate piste sei
deciso all’imboscata mascolina che anche
non ti aspetti, saturi nel tempo
la vicenda di noi due impressionati
dalle lastre

———————-corre per vincere dicevi
e lo facevi vincere apposta quasi quasi

 

*

 

MANTENGONO, MORENDO, le promesse della
buonanotte, un martirologio di minuscoli
eroi saltati in aria per la benedizione
dei sognatori. Cento, mille riduttive
conseguenze dello stare al mondo, vedi
come urge la presenza necessaria dei messia
come i brani di alleluia si confondono nel mucchio
della messinscena generale. Unicamente
il tram serale ti riaccende di speranza
un che di frainteso vitalismo
sulle bocche tatuate degli indiani.

 

Foto di copertina: I Faraglioni di Acitrezza (Elio Tavilla).


 

elio tavilla
Elio Tavilla

Elio Tavilla. Nato a Messina, nel 1957, vive e lavora a Modena, dove insegna Storia del diritto italiano presso la Facoltà di Giurisprudenza. È stato fondatore e redattore della rivista “Gli immediati dintorni. Rassegna di poesia contemporanea” e di “Frontiera”. Dopo aver stampato alcuni libri, che lo hanno immediatamente segnalato alla critica più attenta come 24 poesie (edizione privata, Messina 1980), Il cubo e l’assenza, con prefazione di Maria Luisa Spaziani (Premio internazionale per l’inedito Eugenio Montale 1983; Società di Poesia, Milano 1984), Concetti semplici, con prefazione di Rosita Copioli (Prova d’Autore, Catania 1989; finalista al Premio Alfonso Gatto 1989), Piccola antologia (I Quaderni di Rossopietra, Modena 1990), Fiori & Configurazioni, con postfazione di Salvatore Jemma (Quaderni del Masaorita, Bologna 1996, 100 copie numerate a mano), L’amore di due, con postfazione di Alberto Bertoni (Book Editore, Castel Maggiore 1999; Premio Dario Bellezza 2000; finalista al Premio San Pellegrino Terme 2000), La cometa, con nota introduttiva di Giampiero Neri e postfazione di Emilio Rentocchini (Gallo&Calzati editori, San Giovanni Persiceto 2005; Premio Sandro Penna 2005), ha preferito continuare a pubblicare i suoi versi raccogliendoli in piccole, preziose plaquettes stampate al computer. Suoi testi sono apparsi sulle riviste “Discorso Diretto”, “Steve”, “L’Ozio Letterario”, “Lunarionuovo”, “Anterem”, “Lengua”, “Poetica”, “Gli Immediati Dintorni”, “Frontiera”, “Tellus”, “Omero”, “IBC”, “Origini”, “Colophon”.

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