Sabra e Chatila – una poesia di Carmine Vitale

il valore della memoria
il valore della memoria

la prima cosa che ho pensato ieri è che erano tutti del sud emigrati disperati
che da un non lavoro si finisce in morte
e proprio in questi giorni erano 27 anni dall’eccidio abominevole dei campi di sabra e chatila
c’era un mio amico lì in quei giorni
e la sua fidanzata a casa
e un bambino senza più genitori

non è cambiato niente
resta solo la memoria
c.

sabra e chatila

In un giorno qualunque penso
Al sole di mezzanotte
Al cambio dei connotati tra dare e avere
Al primo bacio

“Bang bang”
Al primo bacio di una madre
Al primo bacio di un figlio
Al primo bacio di un padre
Dall’altra parte della strada
La montagna è incantata

Altrove altrove non qui
Nasce la stella mattutina
Si innaffiano le piante
E crescono le rose in maniera esemplare
Non sequitur
“se non mi telefoni penserò che non mi ami”

“Bang bang”
Matematica pura per aprire quei crepacci
Folgore schianto
Rantolo ossido di carbonio
Estasi crollo
Anno domini 1982

Dove ti senti solo figlio
Dove ti senti solo madre
Resta qui non andartene
Con il corteo dei morti

In un giorno qualunque penso
All’innocenza del pollice e dell’indice
Al buio rischiarato
A quando c’è la luna
Al tormento e alla sorte
Alla logica della morte

c.v. 2002

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